Serie A: Cesena – Inter 1-2

di jaxxalude

“Nel calcio non si può mai dire” sembra una frase fatta, una di quelle dichiarazioni talmente ricorrenti tra le risposte degli addetti ai lavori da considerarla una vera e propria banalità. Eppure, dopo partite come quella tra Cesena e Inter, ci si accorge di quanto tale frase possa esprimere uno degli aspetti più profondi e veritieri di questo sport.

Stadio Manuzzi, ore 19.45: il Cesena di Ficcadenti sta portando a casa tre punti fondamentali per la salvezza; dopo una partita sofferta e combattuta sta regalando ai propri tifosi una vittoria di misura (1-0) costruita sul sacrificio e la determinazione. Mancano cinque minuti di recupero, serve solo resistere agli ultimi assalti degli ospiti ed è fatta. Qualche tifoso sta già lasciando lo stadio per evitare il traffico del dopopartita e tornare a casa più velocemente.
Stadio Manuzzi, ore 19.50: l’Inter è in festa; al fischio finale di Valeri, la squadra di Leonardo può tornare a Milano con una vittoria rocambolesca, agguantata all’ultimo secondo (1-2); ci ha pensato Pazzini,  siglando una doppietta da vero bomber di razza. I nerazzurri riescono pertanto a rimandare di almeno un’altra settimana la festa-scudetto dei cugini, che  questo pomeriggio affronteranno il Bologna a San Siro.

Incredibile, ma vero. In cinque minuti i destini di Cesena e Inter si ribaltano completamente: i giornalisti  devono correggere le proprie considerazioni dai loro taccuini, per riscrivere l’epilogo di una partita pazzesca. Il tempo di prendersi un caffè e il Cesena, ormai salvo, torna a vedere gli spettri della serie B, mentre Leonardo rimane secondo in classifica, evitando polemiche e dubbi sulla sua permanenza a Milano anche nella prossima stagione.  

Inizia l’incontro, il Cesena conferma i progressi mostrati nelle ultime prestazioni, aggredendo gli spazi  e non lasciando ragionare l’Inter, che appare eccessivamente molle e compassata; ne risulta una partita noiosa: le uniche due occasioni degne di nota sono quella capitata sui piedi di Giaccherini , che, lanciato a rete, viene ostacolato dalla tempestiva uscita di Castellazzi,  e quella costruita da Lucio, che prova un tiro dalla distanza senza tuttavia impensierire Antonioli. Nel secondo tempo la musica non cambia, l’Inter è lenta e prevedibile, il Cesena aggredisce e pare determinato a vincere; non a caso dopo dieci minuti arriva il gol dei romagnoli:  ripartenza veloce, discesa dell’ottimo Ceccarelli sulla destra, cross in mezzo e tiro al volo di Budan, che, lasciato libero da Lucio, insacca a due passi dalla porta (il croato è tuttavia in fuorigioco di pochi centimetri).

Una volta passata in svantaggio l’Inter si sveglia e inizia ad attaccare con insistenza;  la reazione è agevolata dagli ingressi di Pazzini al posto dell’evanescente Pandev e di Mariga, che sostituisce Motta, decisamente fuori forma.  Ficcadenti decide di correre ai ripari togliendo Giaccherini (furioso) per inserire Benalouane; la mossa tattica si rivelerà sbagliata: il centrocampista infatti costringeva Maicon a rinculare spesso e ora che non c’è più, il brasiliano ha spazio per  avanzare. Iniziano a spiovere parecchi cross nell’area dei padroni di casa: colpo di testa di Lucio di poco fuori, autorete di Ceccarelli dal calcio d’angolo (non convalidata), altri due colpi di testa di Pazzini, che non riesce a centrare la porta. Allo scadere , quando ormai i giochi sembrano fatti, crollano  gli argini: su cross di Eto’o Pazzini trova la zampata vincente anticipando di esterno destro Benalouane e pochi minuti più tardi Maicon pennella nuovamente al centro per  il Pazzo, la cui inzuccata non dà scampo ad Antonioli. Finisce l’incontro, Inter batte Cesena per due reti a una.


I romagnoli sprecano una buona chance per la salvezza, a “più cinque” sulla zona retrocessione prima del recupero, si ritrovano più che mai inguaiati. L’Inter conserva il secondo posto in classifica, rinvia la festa dei cugini e regala al proprio tecnico altri tre punti pesanti, che consentono il quasi certo ingresso diretto alla prossima Champions League. Se è vero che per valutare  l’operato  di Leonardo bisognerà attendere l’esito della Coppa Italia, è altrettanto vero che  quello che la sua squadra ha fatto in campionato è senza dubbio “tanta roba” (20 gare, 15 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte).