Semifinali di Coppa Italia: Roma – Inter 0-1

di jaxxalude

Qualcuno l’aveva definita come la notte delle stelle cadenti, identificando in Roma-Inter la partita simbolo della fine di un ciclo, quello che aveva visto le due squadre primeggiare nelle competizioni nazionali degli ultimi anni; una sorta di ultima spiaggia per salvare una stagione ricca di problemi e delusioni.

C’è chi aveva ironizzato, correggendola nella notte delle stelle carenti, individuando nel logorio psico-fisico la caratteristica principale delle due squadre, cui si aggiungeva l’assenza delle “stelle” Totti ed Eto’o (il primo per squalifica, il secondo per una distorsione alla caviglia).

Forse alla fine sarebbe stato più corretto definirla una notte senza stelle, folgorata solo da un lampo di luce improvviso, ovvero lo splendido tiro di esterno destro che al 44′ il serbo Stankovic insaccava da fuori area all’incrocio dei pali, premiando i nerazzurri e determinando il risultato finale dell’incontro.


La partita ha infatti regalato pochi spunti degni di nota: un gol annullato a Stankovic al 3′ per una leggera spinta su Juan, seguito da una clamorosa occasione sprecata da Vucinic a due passi dalla porta, con un piatto “molle” che finisce a lato. Per il resto dominano i ritmi bassi, la paura di subire gol, i numerosi passaggi sbagliati negli ultimi venti metri che non determinano altre situazioni pericolose, eccetto un fallo di mano di De Rossi al limite dell’area, non sanzionato da Rizzoli, e un’occasione per Pazzini che, nel finale, conclude addosso a Doni, dopo un contropiede ben orchestrato.

Fra tre settimane ci sarà il ritorno a San Siro; la Roma sarà ancora priva del suo capitano, mentre l’Inter dovrà fare a meno del giovane Ranocchia, diffidato e ammonito. Gli uomini di Leonardo hanno l’occasione per andare in finale e conquistare il terzo trofeo stagionale, dopo la Supercoppa italiana e il Mondiale per club; a Roma, invece, si pensa già alla “rivoluzione a stelle e strisce” che avverrà sotto la nuova presidenza dello zio d’America Di Benedetto. Tuttavia l’Inter è “pazza” per antonomasia e il gruppo di Montella sembra esprimersi meglio in trasferta che all’Olimpico, dove perde da tre turni consecutivi. Insomma i giochi, forse, non sono ancora chiusi.