michele scrive

raccolta di testi e scritti vari

Genoa-Inter: il recupero dopo l’alluvione

Il 4 novembre scorso, una terribile alluvione colpiva Genova e causava l’esondazione dei fiumi Bisagno, Fereggiano e Scrivia e la morte di quattro donne e due bambine. Un fenomeno purtroppo già noto alla popolazione, ma a cui la città ancora oggi non riesce a far fronte, come dimostra l’osservatorio sul consumo di suolo che ha appurato, per esempio, come dal 1999 al 2004 il territorio urbanizzato sia cresciuto al ritmo di 13 ettari al giorno.

L’incontro tra Genoa e Inter fu rinviato e ieri sera si è disputato il recupero, che ha premiato la squadra di Ranieri, uscita vittoriosa per una rete a zero. Per l’occasione il Grifone è sceso in campo con le maglie riproducenti la scritta “Alluvione un aiuto per ricostruire”, per sostenere il progetto rivolto alla scuola Fermi di Monterosso e altri a cui sta collaborando.

LA PARTITA – Nell’Inter spiccano le assenze di Stankovic, Maicon e Snejder, nel Genoa quella di Palacio. Ranieri conferma il 4-4-2 delle ultime positive apparizioni, mentre Malesani schiera un 5-4-1 per difendersi e ripartire in contropiede. Il primo tempo risulta scevro di emozioni: l’Inter prova a costruire, ma è lenta e per superare la barriera rossoblu spesso si affida a lanci lunghi che non creano alcun pericolo. Frey compie una prodezza parando un colpo di testa ravvicinato di Samuel e bloccando la successiva ribattuta di Milito, che davanti alla porta spreca malamente.  Il Genoa, arroccato nella propria metacampo, non crea assolutamente nulla.

Nella ripresa Ranieri sostituisce il giovane Faraoni con Alvarez, mossa che si rivela azzeccata: dai piedi dell’argentino parte infatti lo splendido cross per il colpo di testa di Nagatomo, che al 22′  porta in vantaggio l’Inter. Malesani prova a mischiare le carte inserendo i più offensivi Pratto, Caracciolo e Jankovic ma solo negli ultimi minuti il Genoa riesce a rendersi pericoloso. Oltre al gol di Granqvist annullato per un fuorigioco millimetrico, da segnalare il tentativo di Rossi e quello di Veloso, deviato in calcio d’angolo da una prodezza di Cesar. A onor del vero, l’Inter avrebbe la possibilità di chiudere il match in anticipo, ma un palo nega il gol ad Alvarez e Pazzini non riesce a sfruttare un contropiede favorevole, tirando centrale.

Da segnalare inoltre il buon debutto di Poli tra le fila nerazzurre, il positivo rientro di Forlan, capace di mostrare la sua qualità in pochi scampoli di gioco, il clamoroso errore arbitrale di Banti che nel primo tempo non vede un fallo di Granqvist che travolge Milito lanciato a rete su sponda di Pazzini.

Dopo due vittorie consecutive ( 4 nelle ultime 5 giornate di campionato) l’Inter passa dalla zona retrocessione alla sesta posizione in classifica. Escluse le prime della classe (Juventus, Udinese, Milan e Lazio) e il finalino di coda Lecce, fermo a 8 punti, le altre 15 squadre della serie A si racchiudono in 10 punti, a testimonianza di un campionato molto equilibrato, che ad ogni turno presenta nuovi scenari possibili.

Spettacoli: Il Minzoleto di Shakespeare

Al Teatro Sant’Andrea e al Leonardo da Vinci va in scena

Idee reagalo per Natale: la Smart Fox

Sei pronto a goderti un soggiorno indimenticabile con Smart Fox? Lasciati guidare nei ristoranti e negli alberghi più caratteristici e particolari del mondo. Smart Fox Week End con Rai è una fuga dal caos metropolitano dello spazio di una notte. Protetto dalle calde pareti di una masseria, un casale, un trullo o una cascina, avvolto dal suono della natura circostante puoi finalmente mettere da parte le inquietudini quotidiane e abbandonarti completamente al relax. Troverai qui le migliori strutture per stile, originalità e servizi offerti del territorio italiano. Per vivere questo sogno ti resta una sola cosa da fare: scegliere una destinazione all’interno dell’ampia e accurata selezione.

Campioni del passato: il Pelèe, detto O’Ray

Josè Augusto Minzolao, meglio noto come il Pelèe e come O’Rai, mentre esulta con la carta di credito aziendale di fronte al proprio pubblico: ben 74.636,90 gli euro spesi dalla società di viale Mazzini per aggiudicarsi le sue prestazioni nella stagione 2009/10.

Psg – Paris Sans Gain?

Parigi senza profitto? Il gioco di parole è probabilmente azzardato, eppure questa estate in molti pensavano che la squadra acquistata dalla QIA (Qatar Investment Authority) dovesse stravincere il campionato francese per poi presentarsi in Champions League, sull’esempio del Manchester City del principe Mansur bin Zayd Al Nahyan. Ad oggi il PSG è staccato di 3 punti dal modesto Montpellier di ct Guirard, che guida la classifica della Ligue 1, rivelandosi come la più lieta sorpresa della stagione.

Per fortuna dei parigini, dopo le tre sconfitte consecutive che avevano fatto vacillare la panchina di Kombouaré, domenica scorsa è arrivata la vittoria per 3-2 sull’Auxerre, ottenuta soprattutto grazie a un superlativo Menez. Nonostante la vittoria, rimangono insistenti le voci di un possibile cambio alla guida della squadra; Al-jazeera ipotizza l’arrivo di Rafa Benitez, anche se tale voce non sembra trovar riscontro nell’ambiente.

Questa estate la sontuosa campagna acquisti diretta da Leonardo ha portato in Francia diversi giocatori di rilievo: dal già citato Menez, al promettente Sirigu, dal granitico Sissoko al talentuoso Pastore (43 milioni di euro, il trasferimento più costoso dell’intero calcio francese), oltre a Gameiro (capocannoniere della squadra), Douchez, Biševac, Matuidi e Lugano, fresco vincitore della Copa America.

Le maggiori critiche rivolte a Kombouaré riguardano la scarsa amalgama del gruppo. Lo stesso Pastore ha recentemente dichiarato al magazine So Foot di non riuscire a trovare la posizione in campo e di non sentirsi libero di esprimere il proprio calcio in un campionato in cui, a detta sua, si gioca ancora un po’ troppo a testa bassa.

De Rossi ovvero quando il 6 è politico

I suoi tifosi lo chiamano Capitan Futuro perchè in lui vedono il futuro capitano della Roma, ma ha il contratto in scadenza a giugno e se non trova l’accordo con la società di Di Benedetto, potrebbe andare via a parametro zero al termine della stagione. Ovviamente il nocciolo della questione riguarda le richieste economiche del giocatore: ciò che lo separa dalla Roma è circa il 20% dell’importo offerto dal club: questo corrisponderebbe a circa 1,2 milioni netti a stagione per 5 anni.

Più passa il tempo più aumenta l’attenzione nei suoi confronti. Attenzione che gli rivolge anche chi è incaricato di valutarne le prestazioni. A tal proposito, ciò che colpisce è il suo rendimento. La Roma in questo campionato ha già subìto 6 sconfittesu 13 partite. Probabilmente, penseranno in molti, anche De Rossi, perno del centrocampo, avrà contribuito con prestazioni sottotono. Invece, a ben guardare, in queste 6 partite non ha quasi mai ricevuto un’insufficienza. Si prendano, ad esempio, i voti della Gazzetta dello Sport:

  • 2^ giornata, roma-cagliari 1-2, de rossi 6,5
  • 7^ giornata, lazio-roma 2-1, de rossi 6
  • 9^ giornata, genoa-roma 2-1, de rossi 6,5
  • 10^ giornata, roma-milan 2-3, de rossi 6
  • 13^ giornata, udinese-roma 2-0, de rossi 6
  • 14^ giornata, fiorentina-roma 3-0, de rossi 6

Certo è possibile che un calciatore risulti sempre meritevole, ma sorge spontaneo un dubbio: forse che i giornalisti non osano criticarlo per paura che, infastidito delle critiche, decida di andar via da un ambiente che non lo ‘coccola’ abbastanza? Insomma, De Rossi sta davvero giocando bene oppure no? Un top player come lui non potrebbe fare qualcosa in più? Se la sua squadra incassa tanti gol non è che forse anche il suo filtro a centrocampo non è abbastanza efficace? Io ho la vaga sensazione, caro Daniele, che appena firmerai quel contratto, inizieranno ad arrivare i 5!

Capitolo II – La minaccia fantasmou

Nel primo capitolo, quello dello scorso anno, l’Impero blaugrana di Lord Pep ha affermato il suo potere nella galassia Calcio sgominando i ribelli “blancos” guidati dal Comandante Mou: la squadra catalana ha infatti conquistato la supremazia assoluta nella Liga spagnola ed ha ottenuto il controllo del ricco e prestigioso pianeta Champions, mentre per i madridisti non è rimasto che rifugiarsi nelle desolate terre della Coppa del Re, meditando e preparando la futura vendetta.

Durante l’estate giunge presto la prima battaglia del nuovo capitolo. I blancos di Mou compiono un’incursione nel regime blaugrana, provando a conquistare la Supercopa, senza tuttavia riuscirci. Un immenso Leo Messi, in versione Yoda, firma il 3-2 finale che mantiene la Supercopa in Catalunya. Durante gli scontri il Comandante Mou riesce tuttavia a cacciare un dito nell’occhio del braccio destro di Lord Pep, ferendolo nella battaglia. Insomma, la minaccia fantasmou arrivata è.

Scherzi a parte, il tecnico portoghese ha sempre dichiarato che il primo anno in una nuova squadra serve per conoscersi e impostare le basi del successo e che è durante il secondo anno che si ottiene il salto di qualità. I risultati, ad oggi, sembrano dare maggior forza alle sue parole. Il Real Madrid infatti, nonostante la sconfitta di misura in agosto, è partito come meglio non poteva, macinando risultati in ogni competizione che si è trovato ad affrontare. In Champions ha stravinto tutti gli incontri finora disputati e guida la classifica della Liga con 37 punti in 14 giornate, con tre punti di vantaggio sul Barcellona, che ha giocato anche una partita in più.

In realtà entrambe le squadre stanno viaggiando ad altissima velocità: la differenza reti è fissata intorno ai 40 gol, cifra che testimonia l’evidente supremazia delle due compagini rispetto alle rivali. Con 49 reti il Madrid vanta il miglior attacco, mentre con appena 7 reti subite è il Barcellona ad avere la migliore difesa. Si preannuncia quindi uno scontro equilibrato tra due potenze del calcio mondiale, ma il Real, oltre al vantaggio di tre punti in classifica (e una partita in meno), ha anche quello di affrontare questa sfida al Bernabeu, di fronte al proprio pubblico.

Ovviamente anche quest’anno il match arriva accompagnato da qualche strascico mediatico. Non ci troviamo ancora di fronte ai livelli raggiunti nella scorsa stagione, ma la ditata di Mourinho in Supercoppa è un antipasto alquanto succulento per un’annata che promette scintille. Non ultima quella innescata dall’episodio che ha visto il difensore blaugrana Piquè farsi ammonire appositamente nella sfida vinta per 4-0 contro il Rayo Vallecano, per scontare la squalifica in vista del Clasico, episodio che ha ricordato quanto avvenne l’anno scorso, in casa blanca, quando Mourinho diede istruzioni ai suoi per ottenere la squalifica prima della fase finale di Champions e che costò numerose critiche al ct portoghese, accusato di antisportività.

Il fenomeno dell’ ‘auto-ammonizione‘ ha preso talmente piede che, tramite una modifica al regolamento della Liga, d’ora in avanti chi si procura di proposito il quinto cartellino giallo rischia due giornate di stop. La commissione disciplinare, tuttavia, ha deciso di ‘graziare’ Piquè. E chissà che anche questo non possa diventare un ulteriore nuovo pretesto per continuare a litigare.

Un regalo introvabile – esempio di sceneggiatura

Questo breve testo è un esercizio di scrittura di una sceneggiatura (naturalmente andrebbe scritta meglio)

FADE IN

INT. CENTRO COMMERCIALE – GIORNO

E’ la vigilia di Natale. ERNESTO sta rovistando fra diversi prodotti di abbigliamento. Improvvisamente gli squilla il cellulare. Guarda il display per vedere chi è e poi risponde.

ALTERNATO FRA L’UFFICIO DI LUCIA E IL CENTRO COMMERCIALE (REPARTO ABBIGLIAMENTO)

ERNESTO

(sbuffando)

Sì, dimmi, cosa c’è ancora?!

LUCIA

Allora, l’hai trovato??

ERNESTO

Secondo te? Stai tranquilla che se

lo trovo te lo faccio sapere!

E’ una settimana che mi stressi per

questo maledetto regalo…

LUCIA

Su, non fare così! Lo sai quanto ci

tiene… Sono 5 anni che lo cerca

anche lui, pensa a quanto sarebbe

felice se glielo regalassimo noi!

ERNESTO

Lui è 5 anni che lo cerca e non lo

trova e io devo fare tutto in una

settimana! Al corso di magìa non mi

sono ancora iscritto…

LUCIA

(scaldandosi)

Senti, se non avessi un capo…

LUCIA si accorge che i colleghi, in ufficio, la stanno guardando. China il capo e abbassa decisamente il tono di voce.

LUCIA

(continuing)

…se non avessi un capo così

stronzo, avrei più tempo e

lo cercherei io… Hai provato

nella libreria che ti ho detto questa

mattina?

Non appena sente la domanda, Ernesto alza lo sguardo verso uno specchio lì vicino e si rende conto che si sta provando un cappello ridicolo (dettaglio su cappello).

ERNESTO

Lucia, ci saranno sicuramente altri

mille regali che gli possono far

piacere; tanto, voglio dire, sono

solo 5 anni che cerca questo libro,

di tempo per continuare a farlo

ne ha ancora…

Ernesto si accorge che poco più avanti c’è il suo amico MARCO. Fa dei cenni con il braccio alzato. Marco lo riconosce e gli va incontro. Ernesto toglie il cellulare dall’orecchio e saluta l’amico dandogli una pacca affettuosa sul fianco. In sottofondo si percepisce Lucia URLARE al telefono.

ERNESTO

Ciao Marco, sono al telefono con

Lucia; secondo te cosa possiamo

regalare a Lele?

MARCO

Beh, dei libri, penso; so che

c’erano due o tre autori che non

riusciva a trovare…

ERNESTO

(un po’ scocciato)

Sì, va beh…

MARCO

(sorridendo)

Oppure anche quel cappello che hai

in testa, penso che andrebbe

benissimo!

Ernesto non dà peso alla battuta perché ora sta rispondendo a Lucia, rimasta in attesa.

ERNESTO

Senti, Lucia, adesso faccio

l’ultimo tentativo lì dove dici tu,

altrimenti gli prendiamo

qualcos’altro e a posto così. Se

no, metto in giro la voce che sto

cercando un talismano indiano

appartenente alla dinastia dei

Chalukya e voi ogni Natale mi fate

il piacere di scorrazzare per la

città x trovarlo. Ora ti saluto, cara.

Marco fa dei cenni con la testa.

ERNESTO

(continuing)

Aspetta che ti passo Marco che ti

vuole salutare.

Ernesto passa il cellulare a Marco. Mentre quest’ultimo saluta Lucia, Ernesto si allontana e va nel reparto “libri”. Cerca un commesso e lo trova; è una donna.

IN REPARTO LIBRI

ERNESTO

(ha il cappello ridicolo in testa)

Mi scusi, un’informazione.

COMMESSA

(stranita)

…sì, mi dica.

ERNESTO

Stavo cercando un libro di uno

scrittore lituano del Settecento,

tale Donelaitis…

La COMMESSA inizia a ridere.

COMMESSA

(ridendo)

Donelaitis!

ERNESTO

Mi scusi ma perché ride? Non

capisco…

COMMESSA

Mi scusi lei, ma lavoro qua da poco

e mi avevano raccontato di questa

storia dello scrittore lituano…

…che ogni anno da non so quanto

tempo qualcuno chiede i suoi libri

a Natale. Pensavo fosse solo una

leggenda e invece adesso scopro che

è tutto vero.

(ritornando un po’ più seria)

No, non l’abbiamo neanche

quest’anno il Maestro Donelaitis.

Mi spiace.

ERNESTO

(stizzito)

Già, sono tradizioni che si rinnovano

…come il Natale. Ci ho provato.

Mi scusi.

I due si allontanano senza pronunciare altre parole.

ERNESTO

(borbottando)

Pure la figura dell’imbecille mi

tocca fare!

Ernesto ritorna nel reparto abbigliamento, dove aveva lasciato Marco, che ora sta terminando la chiamata con Lucia.

IN REPARTO ABBIGLIAMENTO

MARCO

…allora auguri, un bacione e

salutami Marta se la vedi…sai che

ho una passione per lei…Sì,

certo… Ok, adesso glielo ricordo.

Ciao.

Terminata la chiamata, Marco ridà il cellulare ad Ernesto.

MARCO

Vuole essere richiamata quando sei

là, ché al massimo scegliete un

altro libro…

MARCO

(continuing sorridendo)

…fra gli altri mille che già ha.

ERNESTO

Sì, questa è la situazione. Noi due

non ci siamo neanche salutati bene.

Tu stai ancora qui o esci?

MARCO

(sorridendo)

Sbircio ancora un po’ e la prima

cosa appetibile che trovo, la

prendo e non ci penso più.

ERNESTO

Ecco, appunto. Allora fai un buon

Natale. Ci sentiamo poi nei

prossimi giorni; ci dobbiamo

organizzare per Capodanno, ok? Io

vado a cercare Excalibur!

MARCO

(parafrasando “Fantozzi”)

Exquantibus!

Salutato Marco, Ernesto si dirige veloce verso l’uscita del centro commerciale, evitando le casse; tuttavia quando passa in mezzo al detector, inizia a suonare l’ALLARME. Ernesto si guarda addosso, visibilmente sorpreso. Anche la FOLLA del centro inizia a guardarlo.

CASSIERA (O.S.)

Dove pensa di andare con quel

cappello??

Ernesto si rende conto dell’equivoco, si toglie immediatamente il cappello dalla testa e, individuata la CASSIERA, si dirige verso di lei. Mentre si avvicina fa in tempo ad incrociare lo sguardo tenebroso dello STEWARD che stava accorrendo dopo aver sentito l’allarme. Ernesto è ora di fronte alla cassiera.

ERNESTO

(alla cassiera)

Scusate, si vede che ero al

telefono e mi son dimenticato…non

era mia intenzione…poi per un

cappello così…

Ernesto consegna il cappello alla cassiera.

CASSIERA

Beh, forse non lo sa, ma questo

marchio lo vendiamo solo noi…

CASSIERA

(indicando la targhetta del prezzo)

…e come vede anche dal prezzo,

quello che ha in testa è un modello

esclusivo, introvabile negli altri

negozi.

ERNESTO

(acceso in volto)

Come dice? E’ davvero così introvabile??

CASSIERA

Esatto…perché me lo chiede?

ERNESTO

Niente, signora, ho cambiato idea, lo compro!

Ernesto esce dal centro commerciale visibilmente rilassato e si dirige verso la sua automobile. Sale a bordo.

INT. AUTOMOBILE

ERNESTO

(appoggiando il sacchetto sul sedile)

E al diavolo i saggi lituani!

FADE OUT

FINE

Elezioni amministrative 2011

Domenica 15 e lunedì 16 maggio ci saranno le elezioni amministrative per eleggere il sindaco di diversi comuni italiani, tra cui quello di Milano, a cui ovviamente tengo in modo particolare. Per affrontare meglio la scelta del candidato più vicino alle mie idee e posizioni politiche ho fatto ricorso al Web e ho trovato un sito particolarmente interessante: milano2011voisietequi.it

Il sito pone venti questioni inerenti il governo della propria città; ogni domanda prevede una risposta multipla in cui si sintetizzano le diverse posizioni dei candidati, senza che sia specificato chi le sostiene. Dopo aver risposto a tutte le domande compare un grafico che indica la nostra posizione rispetto alle candidature. La mia, per esempio, è risultata così:

Al grafico segue poi la spiegazione, domanda per domanda, della posizione dei diversi candidati, in modo che risulti ben chiaro per che cosa ci si avvicina/allontana da ogni singolo candidato.

Ho trovato questo strumento molto utile e interessante, necessario ma non sufficiente, perché “asettico” e privo di quella componente umana che si può cogliere solamente osservando da vicino le persone. Conoscere le proposte di ogni candidato è necessario e capire a che persona riporre la propria fiducia lo è altrettanto. I gesti delle mani, le inflessioni della voce, la capacità di glissare e scivolare tra le parole, i comportamenti abbottonati oppure quelli provocatori, gli attacchi e le fughe, le espressioni ricorrenti, i sorrisi di paura e quelli di circostanza, ecc., comunicano. In questo senso seguire le testimonianze dirette dei candidati, come ad esempio il faccia a faccia avvenuto questo pomeriggio tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia su skytg24, può dare indicazioni ben più importanti. Insomma se prima mi ero informato e fatto un’idea, ora ho preso una decisione.

Faccio i miei complimenti a Sky per l’impegno che sta profondendo nel promuovere questo tipo di dibattito “politically correct”  (diverso dai politicizzati talk-show televisivi) in un paese che ha bisogno di correttezza e trasparenza, cardini di ogni democrazia che vuole essere tale (negli altri paesi già avviene).

Hanno ucciso l’Uomo ragno

Com’è stata titolata la fine di Bin Laden sulle prime pagine dei giornali del mondo?

Illustrazione di Noma Bar su l'Internazionale

REMIX

Gli Stati Uniti hanno ucciso Bin Laden. Lo hanno preso, inchiodato e infine eliminato. L’impero di Obama fa fuori Bin Laden in Pakistan e rialza la testa al grido di “Giustizia è fatta”; finalmente la vendetta. La fine di Bin Laden, gli ultimi suoi 40 minuti corrispondono alla fine di un incubo e, insieme, all’inizio delle domande: come sarà il mondo senza Bin Laden? Ci saranno rappresaglie terroristiche?

Los Angeles Times STATI UNITI: Gli Stati Uniti uccidono Bin Laden.

Washington Post STATI UNITI: Gli Stati Uniti uccidono Osama Bin Laden. Obama: “Giustizia è fatta”.

New York Times STATI UNITI: Bin Laden ucciso dalle forze statunitensi in Pakistan, annuncia Obama, che dichiara: giustizia è fatta.

New York Post STATI UNITI: Preso! Finalmente la vendetta. Gli Stati Uniti inchiodano il bastardo.

Chicago Sun-Times STATI UNITI: Morto.

Ha’aretz ISRAELE: L’Impero rialza la testa: gli Stati Uniti hanno eliminato bin Laden nel suo nascondiglio in Pakistan.

Jam-e-Jam IRAN: La fine di Bin Laden, l’inizio delle domande.

Al Riyadh ARABIA SAUDITA: Finalmente Bin Laden è sconfitto.

Al Ahram EGITTO: Finalmente il mondo senza Bin Laden.

Liberté ALGERIA: Obama fa fuori Bin Laden.

AL Jareeda SUDAN: Dettagli e segreti del raid in cui è stato ucciso Bin Laden.

Bugun TURCHIA: Un uomo di cui si fidava gli ha portato la morte.

The Guardian GRAN BRETAGNA: Gli Stati Uniti lo hanno preso. Ma come ha fatto a nascondersi così a lungo?

Le Monde FRANCIA: “Giustizia è fatta”.

Il Corriere della sera ITALIA: Gli ultimi 40 minuti di Bin Laden.

La Repubblica ITALIA: Bin Laden, l’incubo è finito.

El Pais SPAGNA: Gli Stati Uniti liquidano Bin Laden.

Milenio MESSICO: Hanno ucciso Bin Laden.

La Naciòn ARGENTINA: Hanno ucciso Bin Laden.

La Prensa NICARAGUA: Gli Stati Uniti uccidono Bin Laden.

The Telegraph INDIA: Vivo o morto.

Asahi Shimbun GIAPPONE: Ucciso Bin Laden. Stati Uniti: allerta per rappresaglie terroristiche.